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il blog di Olga di Robilant


sezione06


14 novembre 2009

Vespaio

La vespa punge se stessa! È quanto mi viene in mente al finale di una trasmissione di “Porta a Porta” che era incentrata su come diventare centenari. Ospiti: Maria Pia Fanfani, che si presenta con tutto il suo medagliere appeso alla giacca, come fosse Gheddafi, medici specializzati in chirurgia plastica, Luca Giurato che straparla, Emanuele Filiberto, che i sottotitoli finali chiamano Vittorio Emanuele Filiberto (sic!), Roy de Vita, il più sensato, e, tra gli altri, Teddy Reno, ossia Ferruccio Ricordi, che ha 83 anni e ancora canta con buona voce, anche se non appare molto fermo sui piedi (c’è stato anche un intermezzo con gli ospiti che ballavano...).
Parlavano di matrimoni combinati che resistono quanto ma anche più di quelli per passione, e il “Vespa” citava Vittorio Emanuele III con la moglie, i quali furono a suo tempo una coppia combinata ma bene assortita per tutta la vita, in contrapposizione ad Umberto II e Maria Josè, i quali invece si scoppiarono quasi subito. Alla citazione, posta come domanda ad Emanuele Filiberto, circa i suoi nonni questi rispondeva: “Ma si sono ritrovati poi...”. Balle! Si parlava di come sia importante lo sport, e vediamo filmati di anziani sulla cyclette; al che mi torna in mente il povero Rudy Crespi, che incontrai a Roma ad un pranzo all’Olgiata e che si vantava di come si tenesse in forma facendo jogging, e seguendo le norme trendy per vivere a lungo. È morto qualche mese più tardi a New York, proprio sulla cyclette nello studio del suo medico. Quante asinate si possono dire e perfino credere per sostenere una moda o per convincere i telespettatori in difesa dei falsi robot umani?
Sull’argomento mi tornano in mente tanti esempi a totale smentita di quanto dicono gli intervistati e opinionisti di tali argomenti in televisione.


Le mani che rivelano la verità...
Per esempio un articolo recente, apparso sui quotidiani internazionali, che riporta con clamore la dichiarazione di Jane Fonda, la quale sostiene che all’età di 71 anni ha una intensa attività sessuale, che vuole viaggiare fino all’ultimo respiro e che la sua ambizione sarebbe di scalare l’Himalaya. Mamma mia! Jane Fonda non è certo una atleta priva di malanni o una che è scivolata indenne su tutti i percorsi accidentati della vita, non proprio. Ha subito numerosi interventi chirurgici anche recenti; uno al ginocchio, un altro all’anca, per non parlare dei numerosi interventi di chirurgia plastica. La foto che accompagna la sua intervista ce la mostra con una capigliatura da istrice che ha toccato un filo ad alta tensione, mani da centenaria che smentiscono qualsiasi pretesa di ‘eterna giovinezza’, volto teso, ossia tirato come un tamburo, e rifatto chissà quante volte. Intensa vita sessuale? Ha indubbiamente sistemato l’involucro con spese notevoli, ma all’interno non c’è Wonder Woman. Nossignori. Ci sarà ovviamente una settantunenne con artrosi come tutte, le ‘problèmes de l’age’, le debolezze e tutte le disfunzioni geriatriche della terza età. No, proprio non riesco a figurarmela, chissà intenta a rotolarsi su un letto e avvitandosi ad un amante senza problemi di sorta. Mi riesce meglio vedere una ‘extension’ della capigliatura che si inceppa sull’unghia di lui, la sua dentiera che scivola via… per il ‘dove’ non serve troppa immaginazione..., un crampo che la lascia contorta con le gambe intrecciate a quelle di lui e non snodabili, un ‘colpo della strega’ che non le consente di rialzarsi lasciandola china e incriccata dall’esercizio di kamasutra inadatto a quella età, ossa cigolanti, pelle come carta velina che si strappa nell’abbraccio focoso, fiato corto che tramuta un sospiro in un rantolo, lenti a contatto che si perdono nelle lenzuola (le porta, lo so...), il silicone delle labbra che per colpa di un bacio va a ficcarsi nel mento, libido recitato perché a quella età non esiste più, pertanto una performance da Oscar se non vuol far scappare l’amante fino in Patagonia. Esagero? Non proprio, non del tutto; signore che leggete, sono balle quelle di Jane! Quella donna cerca di suscitare invidia per vizio antico di antica attrice, questa la probabile verità.
Perché far credere alle massaie che dopo i 70 si può tutto come una ventenne, infliggendo fulmini di sconcerto e depressione dovuti all’inutile paragone? Oh vergognosa vanità che non sai metterti a riposo neanche quando ti stai avvicinando a quello eterno! L’Himalaya poi, che idea! Si sta così bene in poltrona, guardando la TV, o leggendo un buon libro lontano da quel freddo e quelle fatiche erculeee quando le vecchie ossa gridano vendetta. La verità? Che male c’è a godersi la pensione in santa tranquillità con la pace dei sensi e l’intelligenza che può assai più del fisico? Il riposo del guerriero è cosa di tutto rispetto, se si è stati realmente guerrieri nella vita, ma, se si è stati burattini e Pulcinelli avezzi a provocare il prossimo con smorfie e bugie, non si ha pace, e si diventa nell’animo delle figure alla Bruegel/Bosch, pur avendo ricomposto l’aspetto esterno secondo i canoni estetici di moda, questo sì. In merito basterebbero i commenti ironici della giornalista inglese Virginia Ironside che si concede un paginone di derisione sulle affermazioni della Fonda. Dicesse la verità, questa attrice, magari prendendo esempio dall’anziano Gorge Hamilton, il quale parteciperà alla ‘giungla dei famosi’ inglese e ammette che dovrà raparsi la testa perché i suoi capelli bianchi sono l’opera certosina e quotidiana di un paio di angeli che lui paga per la bisogna, e spera che potrà portarsi dietro una vestaglia di raso al fine di coprire dovutamente il fisico non adatto alla giungla. “Spero di poter spaventare almeno i serpenti”, dice Hamilton, “e, se così non è, mi ritirerò”. Non dovrebbe andarci, è ovvio, ma chissà quanto lo pagano! Come dice il chirurgo de Vito, il tempo non si ferma, qualsiasi cosa si faccia. Nessuno può cambiare la propria vita, anche se si può permettere di rifarsi nuovo esternamente da testa a piedi. Si può dare un incoraggiamento al proprio narcisismo ferito dal tempo, ma poi basta incontrare la ventenne in fiore della porta accanto per ricadere nella depressione. Mai sentito parlare di personalità? È quella che in realtà vince anche il tempo. Vabbè, contenti i mascheroni di spendere e spandere e ridursi come pagliacci, contenti tutti, sono affari loro. E a questo punto vale anche aggiungere che non c’è da stupirsi se un signore in doppiopetto e posizione autorevole se ne va a divertirsi con un trans. C’è poca differenza, ormai, tra un trans e una signora qualsiasi rifatta. A volte è più bella la trans. Per non parlare della licenziosità universale che ha tolto mistero ed emozioni dai rapporti sessuali. Se togli sale e sapori dalle pietanze puoi fare la più sensazionale cura dimagrante perché è come mangiare carta, cotone o trucioli, e finisce che ci rinunci e te ne vai ad addentare un’ortica nel prato, solo per provarne il gusto. Spiacente Luca Giurato, ma i tuoi argomenti non stanno in piedi, come te (ha straparlato a favore della chirurgia plastica nella succitata trasmissione TV). Luca difende a gran voce le liftate perché fa sempre così, sostiene quello che piace come se fosse all’opposizione e come se stesse in lite con chissàchi, mentre in realtà milita a favore del potere, del denaro, del padrone e di tutte le ovvietà. Si sa che i Narcisi possono ringalluzzirsi per qualche istante dinnanzi allo specchio, ma non possono vivere davanti ad uno specchio, ragione per cui per il resto del tempo si confrontano con la vera gioventù che li ridicolizza. È a questo punto delle cose che subentra la necessità di alzare il collo sopra la folla dei tanti e troppi – che loro amano definire dei “nessuno” – per farsi sentire e vedere a qualsiasi costo; l’anonimato e il silenzio sono per loro insopportabili. Ecco dunque la sconcertante confessione di Carlo Ripa di Meana che dichiara ad un settimanale che ha amato un trans per 4 anni, o la confessione di Agassi, che narra di aver assunto cocaina quando giocava nelle partite di tennis che lo videro vincitore, o Jane Fonda, alla stregua di Ivana Trump e tante altre che esibiscono e vantano non credibili capacità amatorie da adolescenti quando la libido è morta da decenni. Follia? No, è tutto dovuto all’insostenibile peso del silenzio stampa e della vanità. Certo oggigiorno si può diventare centenari ma succede più facilmente a chi si lascia invecchiare come natura vuole, anche bevendo un bicchiere di gin ogni mattina come faceva la regina Elisabetta madre, ma soprattutto, come si evidenzia da foto, servizi e inchieste, a coronamento di vite contadine e tranquille quali le tante bisnonne che ricamano, mangiano formaggio di pecora, si concedono un bicchiere di vino rosso e si appisolano ogni giorno in sacrosanto relax. Oppure se sei un alieno.

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